È in arrivo Windows 11, si chiamerà davvero così?

16/06/2021 | Curiosità, Tecnologia

Windows 11 sta arrivando, con il maxi evento di presentazione del nuovo Os dell’azienda di Redmond atteso per il 24 Giugno 2021.
Ma si chiamerà davvero così? Sembrerebbe proprio di no.
Nonostante il tentativo di Panos Panay, punto di riferimento per il nuovo Os e per la famiglia di prodotti Surface, di mischiare le carte, twittando un teaser in cui la luce del sole passava attraverso il logo di Windows mostrando il numero “11”, e una pressante campagna di comunicazione che gioca tutta sul numero 11.

La disattenzione

A tradire lo Chief Product Officer dell’azienda di Redmond è stata, però, la più classica delle disattenzioni di cui i leaker professionisti sono sempre a caccia: Microsoft ha recentemente modificato la meta descrizione HTML per la pagina pubblica “Gestione applicazioni Windows” inserendo la seguente descrizione: “Scopri come gestire le applicazioni in Windows 10 e Windows Sun Valley”.
Tutto corretto e sparito nel giro di poche ore, chiaramente, ma rimasto on line abbastanza a lungo da essere notato da Windows Latest e Bleeping Computer, due autorevoli siti sempre a caccia di anticipazioni sulle ultime relase, che lo hanno fatto rimbalzare in tutto il mondo svelando il bluff di Panay.

Windows Sun Valley

Il nuovo Os di Redmond si chiamerà dunque, salvo sempre possibili colpi di scena, Windows Sun Valley. Una scelta che strizza l’occhio alle denominazioni che Apple usa da anni per macOS, che utilizzando nomi di luoghi o città invece dei numeri: macOS Catalina, Big Sur, Monterey, giusto per citarne alcuni.
Ma il cambio di nome nasconde un messaggio molto più netto e profondo, con il numero uno dell’azienda di Redmond, Satya Nadella, che ha presentato Sun Valley come la prossima generazione di Windows. Un’affermazione impegnativa che sembra allontanare l’ipotesi di un maxi restyling di Windows 10, su cui comunque molti scommettono, e apre a modifiche più profonde e sostanziali, che gli utenti e soprattutto gli sviluppatori da tempo attendono.

Addio Windows 10

Chi si occupa di assistenza tecnica e recupero dati, come Migliore Informatica, conosce bene i numerosi punti deboli di Windows 10 che, dopo anni di attività, inizia a mostrare più di una ruga. D’altronde la profezia di Nadella, che vedeva Windows 10 installato in 1 miliardo di pc entro due-tre anni, ci ha messo decisamente più tempo a realizzarsi e Windows 10 macina sui desktop ormai da sei anni abbondanti.

Il fallimento Nokia

Nel mentre a Redmond devono ancora assorbire il regalo della gestione precedente: il fallimentare acquisto di Nokia che ha dimostrato quanto sia complesso realizzare un sistema operativo davvero performante e competitivo per smartphone e soprattutto far convivere, in un unico ecosistema, fisso e mobile.
Proprio questo è il più grande limite di Windows 10, che ha il suo zoccolo duro nelle app tradizionali (Win32), cerca di farle convivere con altri client e sistemi per creare app, ma non riesce a sfondare i confini.

Il cambio di passo

Proprio quello che chiedono gli sviluppatori, che il team Windows vuole spingere a sfornare app per Microsoft Store, la vetrina online integrata in Windows 10 poco frequentata dai creativi e inevitabilmente dagli utenti finali.
L’impressione è che, con Sun Rise (o Windows 11, poco cambia in realtà), a Redmond si voglia prima di tutto rimediare a questo errore, integrando uno store aperto anche alle app Win32, da rendere immediatamente capaci di usare un’interfaccia unica meglio amalgamata con il resto del sistema operativo.

Il sistema modulare

Un sistema che sia modulare, riproponendo il vecchio sogno tentato con Windows 8 e di fatto fallito con Windows 10.
Come dimostra il framework di sviluppo su cui si è lavorato (Windows Core System) che, partendo da un nucleo base solido quanto semplice, si può implementare con una struttura a strati, adattandosi ai vari device: dal desktop al tablet, da portatile allo smartphone, arrivando a HoloLens, ultrabook, convertibili e chiaramente all’Xbox.

Il grande ombrello

Windows insomma vuole aprire un ombrello che copra il suo variegato, quanto slegato, universo con un’interfaccia unica, coerente e implementabile, nella quale si lavori solo sugli strati, aggiungendoli o eliminandoli ma senza mai toccare il cuore, superano definitivamente il divario tra programmi Win32, app UWP e tutti i numerosi modi che esistono per creare applicazioni client per Windows, che convivono senza grandi risultati, disperdendo le energie di sviluppatori e utenti e creando un indiscutibile caos.

Aspettative alle stelle

Sogno o realtà?
L’attesa non sarà lunga e le aspettative, complice una campagna di marketing in grande stile, come mai in Windows si era vista, sono altissime. Rivolte anche alla grande domanda relativa alla privacy, con Windows che non è mai stata un campione nella difesa dei metadati degli utenti, che si chiedono se il nuovo sistema seguirà la strada aperta da Apple o se proseguirà con la sua telemetria ultra-agressiva.

Il dado è tratto

Tutti pezzi di un puzzle che si incastreranno di colpo il 24 Giugno, se Windows vuole davvero diventare un player totale il tempo scarseggia e gli avversari sono agguerriti.
Sun Valley potrebbe essere il primo passo di un nuovo cammino. O decretare il definitivo abbandono della corsa.
Il dado è tratto ed il colosso di Redmond sembra essere intenzionato a fare sul serio; i mezzi non gli mancano di certo, per cambiare nome, filosofia e far saltare per aria molte certezze.

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