Dark web: la linea sottile che separa la legalità dall’illegalità

23/12/2020 | Curiosità, Sicurezza, Tecnologia, Web

Il web, lo si sa, è un mondo tutto da esplorare e del quale, tra l’altro, non se ne conoscono di certo tutti i segreti. Infatti, la “realtà virtuale“ nasconde anche un lato oscuro, in cui il confine tra legalità e illegalità non sempre è riconoscibile in modo immediato. Non a caso, si parla di “dark web”, anche in riferimento alla possibilità di acquistare, spesso, prodotti altrimenti non facilmente reperibili sui mercati tradizionali. Il lato nero del web si è ulteriormente “allargato” anche a seguito della diffusione della pandemia che ha messo in ginocchio l’intero pianeta: è corsa al vaccino contro il coronavirus e c’è chi promette l’opportunità di accaparrarsi le prime dosi attraverso i canali internet che si tingono di nero.

Ma ciò sarà davvero possibile? Il Dark web è una parte della rete che pullula di siti che, in alcune circostanze, fanno del mancato rispetto delle regole, del potenziale anonimato e della criminalità, il proprio biglietto da visita.

Ed in questo mercato nero – dai contorni e dalle dimensioni non ancora stimate con precisione ma, con grande  probabilità, abnormi –  accanto a carte di credito, ad armi, sostanze stupefacenti e farmaci, in questo periodo, impazzano i vaccini considerati unica soluzione per il contrasto del Covid-19.

Dark web e vaccini: Quando l’emergenza è terreno fertile per gli hacker

Ebbene sì, il coronavirus se, da un lato, ha mandato in tilt il mondo intero colpendo al cuore la sua economia, il commercio, le società, l’istruzione e tutti i settori più importanti della vita quotidiana, dall’altro lato si è reso terreno fertile per la conquista da parte di numerosi malintenzionati che hanno letteralmente sfruttato la fase emergenziale per trarre vantaggi ed arricchirsi, facendo leva principalmente sulla paura.

Ed infatti, sin dall’inizio della diffusione del coronavirus, gli hacker non hanno perso tempo e hanno tentato di mettere in piedi una serie di truffe a danno di numerosi utenti del web.

Per l’appunto, risulta recentissima la notizia che a cadere nella trappola dei creatori di virus informatici possa essere stata anche, addirittura, l’Agenzia europea del farmaco che in merito all’informazione divulgata non ha però fornito dettagli precisi ed ulteriori.

Insomma, C’è chi promette vaccini acquistabili mediante bitcoin, chi chiede migliaia di euro per una dose assicurata, chi dà garanzia di far pervenire “l’antidoto” al virus  – mantenendolo a temperatura bassissima – direttamente  a casa dell’acquirente. Attenzione però, perché il più delle volte si tratta di impostori, pronti a beffarsi di chiunque facendo leva sui sentimenti.

Spie e soldi: il pari passo che spaventa e sconcerta

Chi fa del dark web il suo spazio, sa bene che muoversi al buio significa rilevare informazioni riservate e, alle volte, segrete utili – in molti casi – per guadagnare soldoni. In particolare, l’argomento dei vaccini ha tenuto così alta l’attenzione di tutti, tanto da indurre tantissimi malintenzionati a celarsi dietro vere e proprie spie.

Gli attacchi informatici, infatti, continuano ad essere all’ordine del giorno e nel mirino degli hacker ci sono soprattutto le aziende sanitarie, compresi gli ospedali nei sistemi dei quali i criminali tentano di entrare per estrapolare informazioni preziose.

Basti pensare che, solo nel primo mese della  pandemia (ovvero a marzo scorso) sono stati contati oltre un milione di tentativi di attacchi informatici a danno delle strutture sanitarie.

Gel, disinfettanti, sanificazioni, mascherine:  questi sono solo alcuni degli argomenti principali  che hanno fatto scatenare il dark web durante la pandemia.

Certamente l’area oscura di internet è così lievitata – per dimensioni, concorrenza sleale e “giri illeciti” –  in modo davvero esponenziale creando un volume d’affari che, purtroppo, spesso è sfuggito e continua a  sfuggire  ai controlli.

Il lato oscuro del web: il “virtuale invisibile

Chi interroga i motori di ricerca, consulta siti, blog e portali, spesso, neanche immagina la vastità delle informazioni presenti sul web. Giusto per avere un’idea, secondo gli esperti, i contenuti che su internet sono visibili in modo tempestivo e chiaro, nel loro complesso, rappresenterebbero il 3-4% circa dell’intero World Wide Web. La parte restante rientra, quindi, nella sfera dell’area “dark” e comprende tutte le pagine nascoste, quasi impossibili da trovare perché segrete.

Una precisazione, però, è d’obbligo: il dark web non è esclusivamente illegalità o pericolo.

Infatti, di questo “mondo”, fanno parte – giusto per fare un esempio concreto –  anche numerosi forum dedicati a diversi argomenti di discussione, circoli virtuali che creano condivisione tramite la cultura, la politica, tra chi ama viaggiare e così via.

Se questi contenuti sono ben gestiti, certo non disturbano nessuno e, di contro, c’è solo il fatto che non compariranno mai nelle pagine di ricerca ma occuperanno un posto ben preciso, uno spazio condiviso da chi già da della loro esistenza.

Purtroppo però, il dark web è anche quel “virtuale invisibile” che, spesso, fa notizia solo dopo che il vero pericolo da potenziale diventa effettivo e concreto.

Non è casuale che chi decide di ricorrere all’uso del dark web lo faccia, in alcuni casi, per esempio, per ottenere documenti falsi: che siano patenti, carte d’identità o addirittura tesserini che certifichino una qualifica piuttosto che un’altra, poco importa: vengono venduti ed acquistati a peso d’oro.

Ma non solo, in questo spazio della rete – se ci si sa muovere – si può concludere l’acquisto di armi e droga ed, addirittura, servirsi di persone alle quali richiedere anche lo svolgimento di qualcosa di illegale.

Ed ecco che una soluzione importantissima come il vaccino che si propone di mettere finalmente Ko al virus ormai diffuso in tutto il pianeta, si trasforma  in un’occasione d’oro per chi usa il web in maniera impropria.

Le truffe sono sempre dietro l’angolo e, soprattutto, è bene sottolineare che tutto ciò che riguarda la salute – a maggior ragione di tutta l’umanità – non può avere canali di distribuzione alternativi rispetto a quelli tradizionali.

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